{"id":107,"date":"2023-03-05T19:02:38","date_gmt":"2023-03-05T19:02:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=107"},"modified":"2023-03-05T19:03:30","modified_gmt":"2023-03-05T19:03:30","slug":"carini-ed-il-suo-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=107","title":{"rendered":"Carini ed il suo territorio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Brevi cenni storici<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le ricchezze con le bellezze naturali,&nbsp;la storia con le storie millenarie del territorio di Carini,&nbsp;hanno&nbsp;contribuito notevolmente allo sviluppo&nbsp;sociale, culturale&nbsp;ed economico della collettivit\u00e0 locale,&nbsp;ma hanno&nbsp;dato anche un significativo contributo alla storia della stessa Sicilia. (1)<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre&nbsp;ricco di fauna e di flora, di fresche ed abbondanti sorgive, il <em>territorio di Carini<\/em>,&nbsp; geograficamente strutturato a ferro di cavallo, abbracciato da alte montagne&nbsp;che preservano dolci colline ed una fertile pianura degradante sul&nbsp; mare, \u00e8 stato luogo ideale per accogliere&nbsp; insediamenti umani, sostenere&nbsp;colture e sviluppare culture.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall&#8217;era&nbsp;paleolitica si \u00e8 riscontrata la presenza dell\u2019uomo nel territorio carinese, attraverso le tante&nbsp; testimonianze archeologiche di utensili in selce,&nbsp;di materiale fittile di diverse forme e utilit\u00e0 scoperte nelle grotte di <em>Puntali, Maccagnone, Carburangeli, Za Minica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dagli scritti lasciati nel tempo, da<em> Erodoto,&nbsp; Diodoro Siculo<\/em>, <em>Tucitide, Ateneo, Plutarco <\/em>ed altri,<em>&nbsp; <\/em>si ha conoscenza dell\u2019esistenza di <em>Hykkara, <\/em>citt\u00e0 sicana costruita, secondo la leggenda, da <em>Dedalo<\/em> ed intitolata al figlio <em>Icaro,<\/em> morto tragicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Hiccara diede i natali a <em>Laide<\/em>, considerata la incarnazione terrena di Venere. Nel 415 a.C. Laide, ancora giovanissima, fu fatta prigioniera dalle armate di Nicia, durante la distruzione della citt\u00e0 e fu venduta come schiava a Corinto. Divenne moglie e modella&nbsp;di Apelle, famoso pittore e scultore greco, il quale la avvi\u00f2 alle arti della musica, della poesia, della danza e del sapere per diventare con la sua&nbsp; bellezza, cultura e disponibilit\u00e0&nbsp;la pi\u00f9 famosa et\u00e8ra della Grecia antica. La bella Iccarina, cos\u00ec era chiamata,&nbsp; apr\u00ec la sua casa ad&nbsp; importanti filosofi, oratori e&nbsp; drammaturghi greci quali<em> Aristippo, Demostene e Euripide.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche secolo dopo, con l\u2019arrivo in Sicilia dei Romani, la citt\u00e0 risorse in contrada Santo Nicola, evolvendosi molto nel periodo bizantino ed arabo e perdurando fino al periodo normanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sito,&nbsp;dopo una totale distruzione, per secoli rimase sconosciuto e venne scoperto, archeologicamente, soltanto alla fine del 1800 dal Principe De Spuches per il ritrovamento casuale di un artistico mosaico policromo, recuperato e collocato, dallo stesso Principe, in una stanza del suo palazzo di Palermo. Negli anni settanta questo importante mosaico, dopo la vendita del palazzo De Spuches, ha subito varie peripezie con il rischio di un trasferimento all\u2019estero. Ora, per fortuna, \u00e8 stato acquistato dalla Regione Siciliana e custodito dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Palermo. Speriamo che ritorni al pi\u00f9 presto a Carini, magari nella sua sede naturale. (2)<\/p>\n\n\n\n<p>Hiccara&nbsp;San Nicola fu sede vescovile, come testimoniano alcune lettere di Gregorio Magno inviate nel 602 d.C. al vescovo di Hiccara Barbaro <em>(ancora oggi il titolo vescovile \u00e8 esistente).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altro sito importante, collegato alla citt\u00e0 bizantina, risulta essere la catacomba paleocristiana di Villagrazia, scoperta dal barone <em>Antonio Starrabba<\/em> nel 1880 ed esplorata dal Soprintendente alle Antichit\u00e0 <em>Prof.&nbsp; Antonio Salinas<\/em><strong>,<\/strong> alla fine del XIX sec.<\/p>\n\n\n\n<p>La catacomba, caduta nell\u2019obl\u00eco&nbsp; per quasi un secolo, ora risorge a nuova luce, per l\u2019interessamento attivo di enti pubblici quali il Comune di Carini, la Soprintendenza ai beni archeologici di Sicilia,&nbsp;nonch\u00e9 per il primo supporto determinante della locale sede di Archeoclub d\u2019 Italia,&nbsp;e per la competente&nbsp;cura della Pontificia&nbsp;Opera di Archeologia Sacra, definitiva custode del sito.<\/p>\n\n\n\n<p>Una pagina significativa,&nbsp;per quanto attiene allo sviluppo&nbsp;dell\u2019agricoltura&nbsp;nel territorio di Carini, \u00e8 stata certamente scritta&nbsp;dagli Arabi. Questi ultimi, arrivati ad Hiccara nell\u2019 829 con le truppe arabo-spagnole di Farghalus, dopo averla espugnata, vi si insediarono, convivendo, pacificamente, con la comunit\u00e0 cristiana preesistente.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la presenza araba, il nome di Hiccara fu convertito in <em>Qarin,<\/em> che come attesta l\u2019 erudito<em> Arezzo,<\/em> in arabo, significa pi\u00f9 villaggi, (dal duale della parola araba<em> Qaria= Villaggio)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti nel territorio, in quel periodo, oltre alla citt\u00e0 di&nbsp;Hiccara, si erano sviluppati altri villaggi come <em>Muscala, Zarcanti, Manustalla<\/em>, <em>Regaleci-Belvedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 902 altri arabi della dinastia<em> aghlabita<\/em>, capitanati dal terribile Ibrahim II, conquistarono la Sicilia non risparmiando da distruzione totale, il territorio di Carini, insediamenti cristiani e musulmani inclusi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine dell\u2019 XI secolo, anche Carini, come l\u2019intera Sicilia,&nbsp; venne strappata agli arabi, dai normanni. Investito della baronia di Carini fu<strong>&nbsp;<\/strong><em>Rodolfo Bonello<\/em>, braccio destro del Conte Ruggero. Investitura ottenuta per meriti di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai <em>Bonello<\/em> si insediarono gli <em>Abbate<\/em> che fortificarono il fortilizio arabo costruito&nbsp; in un colle a sud&nbsp; della antica Hiccara Bizantina. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo nuovo sito cominci\u00f2 a svilupparsi nel tempo,&nbsp;l\u2019attuale Carini.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo gli <em>Abbate<\/em>, accusati di fellon\u00eca, la baronia pass\u00f2 ai <em>Moncada <\/em>e poi alla corona fino a quando nel <em>1397 Re Martino<\/em>, sempre per meriti di guerra, don\u00f2 il territorio a <em>Ubertino La Grua.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec la dinastia La Grua che subito divent\u00f2 <em>La Grua-Talamanca<\/em>per il matrimonio di <em>Ilaria,<\/em> unica figlia di Ubertino,&nbsp; con&nbsp; il catalano&nbsp; <em>Gilberto Talamanca.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1397 al 1860, la famiglia La Grua-Talamanca, in un susseguirsi di alterne vicende, con&nbsp; periodi aurei e periodi tristi, come nel caso della Baronessa di Carini, avvenuto il <em>4 Dicembre 1563,<\/em> condusse la baronia <em>(dal 1622 principato)<\/em>, con uno spirito di amorevole trasporto e dedizione, tanto da consegnare alle generazioni successive un paese ricco d\u2019arte e di storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel risorgimento, primaria ed indispensabile fu la partecipazione di Carini ai moti rivoluzionari. Il 4 Aprile 1860<strong>, <\/strong>intere squadre di giovani capitanati dai patrioti <strong>&nbsp;<\/strong><em>Pietro Tond\u00f9, Padre Domingo, Francesco Ajello, Francesco Cavoli, Antonino Curreri, Antonino Ajello, Giuseppe Mannino Basile<\/em> e con loro i sacerdoti <em>Cesare Misseri, Salvatore Calderone e Francesco Pannizzo<\/em><strong>, <\/strong>si distinsero per l\u2019ardire e il coraggio nell\u2019affrontare le truppe borboniche. Con loro spiccarono in ardore e sacrificio personale&nbsp; i fratelli <em>Di Benedetto.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo,&nbsp; terribile fu la reazione dei borbonici che arrivando&nbsp; a Carini<em>, &nbsp;il 18 Aprile 1860<\/em> con 7000 soldati,&nbsp; misero il paese a ferro e fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Della&nbsp; permanenza a Carini di Giuseppe Garibaldi, si fa menzione in una lapide, posta a memoria, in Corso Umberto. Al Comune \u00e8 custodita una lettera di ringraziamento al popolo carinese scritta dall&#8217;eroe dei due mondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti coraggiosi&nbsp;figli di Carini furono sacrificati nelle due guerre mondiali e tanti altri giovani di questa terra dovettero emigrare all&#8217;estero in momenti particolari di regressione. (4)<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, Carini,&nbsp; rimane, in ogni modo, una splendida realt\u00e0 produttiva e laboriosa con 35.000 abitanti circa, inseriti in un contesto ambientale accogliente, nonostante la pesante manomissione dell\u2019uomo sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Ciccio Randazzo<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(1) G.M. Abbate,<em> Carini nella Storia di Sicilia,<\/em> Pirandello ed. 1982<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(2) In questo momento il mosaico \u00e8 in fase di montaggio a Carini, presso il chiostro dei Francescani di sant&#8217;Antonino <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(3) Dell\u2019appartenenza del Castello di Carini agli <strong>Abbate,<\/strong> un segno evidente lo si&nbsp; trova a sinistra del portone d\u2019ingresso al Castello, dove in alto \u00e8 scolpito, nel tufo, il <em>blasone<\/em> della famiglia: uno scudo alla francese, bipartito orizzontalmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">(4) Vedi approfondimento su mia pubblicazione <em>&#8220;Un suono sulle ali del vento&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brevi cenni storici Le ricchezze con le bellezze naturali,&nbsp;la storia con le storie millenarie del territorio di Carini,&nbsp;hanno&nbsp;contribuito notevolmente allo sviluppo&nbsp;sociale, culturale&nbsp;ed economico della collettivit\u00e0 locale,&nbsp;ma hanno&nbsp;dato anche un significativo contributo alla storia della stessa Sicilia. 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