{"id":114,"date":"2023-03-11T08:22:40","date_gmt":"2023-03-11T08:22:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=114"},"modified":"2023-03-11T08:28:42","modified_gmt":"2023-03-11T08:28:42","slug":"villa-belvedere-o-la-casina-di-ruggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=114","title":{"rendered":"<strong>Villa Belvedere o <em>La Casina di Ruggero<\/em><\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Vi ho parlato del territorio di Carini e oggi Vi parlo di una sua &#8220;perla&#8221;: Villa Belvedere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Questo articolo, pubblicato nel 2010 dal giornale locale il Vespro, ha avuto il supporto fotografico di Ambrogio Conigliaro che ringrazio, cos\u00ec come oggi, in fase reale di restauro della foresteria, desidero ringraziare gli organi competenti a partire dai Frati Francescani proprietari di Villa Belvedere, alla Sovrintendenza ai Beni monumentali, ai progettisti e alla ditta realizzatrice per avere preso in dovuta considerazione la richiesta fatta nell&#8217;articolo, quella di riportare alla luce lo stato originario del soffitto con la merlatura perimetrale. Grazie.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"has-large-font-size wp-block-heading\"><strong>\u201cQuando le pietre parlano\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Contemplavo una domenica di Luglio gli antichi ambienti di Villa Belvedere immersi\u00a0 in un verdeggiante contesto nel quale,i profumi delle zagare e delle melarance secolari si mescolavano con\u00a0 gli odori dei fichi <em>fiore-frutto<\/em>\u00a0 in maturazione e dei rigogliosi ulivi saraceni che portano ancora\u00a0 i segni\u00a0 di antiche e prestigiose presenze. L\u2019antichit\u00e0 del luogo \u00e8 testimoniata\u00a0 da tanti scrittori del passato, dalle voci del popolo, dai toponimie<em> dalle \u201cpietre parlanti\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;E chi, quelle pietre le conosce da una vita, sa ascoltarle.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A sguardo e\u00a0mente piena,\u00a0 ammiravo la magnificenza e la bellezza del luogo,<\/p>\n\n\n\n<p>con gioia immensa. Ci sono cresciuto in questo ambiente di delizie che mi riporta indietro nel tempo, alla mia fanciullezza, vissuta in assoluta serenit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il bisogno di scrivere queste pagine di memorie affettive e speranze anelate, nasce dall\u2019amore viscerale che nutro per la mia terra e nello specifico per Villa Belvedere&nbsp; luogo&nbsp; unico, incantevole ed apprezzato da sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le memorie personali di amorevoli ricordi si possono ben intuire; le<em> speranze anelate<\/em> riconducono, invece, ad una notizia che parla dello imminente restauro di un manufatto del sito: quello attinente alla <em>Foresteria o San Pietro<\/em> come comunemente chiamato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo restauro mi permetto un suggerimento ai\u00a0 progettisti ed alle autorit\u00e0 competenti, quello di valutare bene il taglio del restauro del manufatto, effettuandolo\u00a0 nel senso <em>conservativo<\/em> dello stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non fate asportare, <em>per favore,<\/em> l\u2019intonaco rinascimentale, cos\u00ec come \u00e8 avvenuto anni addietro per il manufatto della <em>Hosteria, <\/em>l\u2019altro plesso che fu <em>stazione di posta <\/em>&nbsp;fin dai tempi pi\u00f9 remoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Restauro, questo ultimo, dicevo,che secondo me, ci ha restituito con il nuovo intonaco, un<em>\u201cMagazzino nuovo\u201dcon finestre rinascimentali<\/em>, e non un <em>manufatto\u00a0 secolare<\/em> restaurato, come si sperava. Grazie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019occasione&nbsp; mi suggerisce, anche, di tracciare un piccolo solco storico&nbsp; su Villa Belvedere ed avanzare qualche ipotesi sulle origini della stessa e della contrada tutta.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>N.B. (<strong>informazione per gli addetti ai lavori):<\/strong> Il manufatto della <em>Foresteria<\/em> in procinto d\u2019essere restaurato, conserva ancora nel sottotetto&nbsp;&nbsp; realizzato negli anni \u201940 del secolo scorso,&nbsp; le merlature dello stesso che possono essere ricollocate nel perimetro strutturale d\u2019origine, mettendo&nbsp; contestualmente&nbsp; in evidenza, il soffitto a botte, simile a quello della <em>Casina di Ruggero, <\/em>il plesso pi\u00f9 importante di Villa Belvedere. <\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-medium is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tracce-struttura-originale-casina-1-196x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123\" width=\"169\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tracce-struttura-originale-casina-1-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tracce-struttura-originale-casina-1-670x1024.jpg 670w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tracce-struttura-originale-casina-1.jpg 687w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Casina-di-Ruggero-300x200.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-121\" width=\"356\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Casina-di-Ruggero-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Casina-di-Ruggero-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Casina-di-Ruggero-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Casina-di-Ruggero.jpg 1336w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tondo-e-Casina-di-Ruggero-300x194.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-125\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tondo-e-Casina-di-Ruggero-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tondo-e-Casina-di-Ruggero-768x496.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Tondo-e-Casina-di-Ruggero.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ipotesi sulla localizzazione<\/strong> a<strong> Villa Belvedere della Qarinis araba e dei suoi Bagni Termali, menzionati da Idrisi e ibn Luyul<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla premessa&nbsp; dettata dal cuore desidererei partire, per poter azzardare una ipotesi storica sul sito di Villa Belvedere e sui suoi manufatti, prendendo in debita considerazione gli <em>scritti antichi,&nbsp; la voce del popolo, i toponimi, le \u201cpietre parlanti\u201d<\/em>, come gi\u00e0 accennato.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni&nbsp; storici locali, tra i quali il Buffa -Armetta&nbsp;&nbsp; basandosi probabilmente su di un contratto che dava mandato di fabbricare a Belvedere un manufatto per la servit\u00f9 ad un detto Angelo Dav\u00ec il 24 Gennaio 1559, puntualmente menzionato da Giovanni Filingeri a pag. 125 del suo <em>Carini nel Cinquecento,<\/em> hanno dato credito alla ipotesi che Villa Belvedere fosse stata realizzata&nbsp; interamente nel rinascimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Avendo approfondito lo studio del sito con Pietro Galati (Socio&nbsp; di Archeoclub e riferimento indispensabile per la conoscenza storico-archeologica del territorio) ci permettiamo di contestare la tesi del Buffa-Armetta per dare credito a quelle di&nbsp; Pasquale Pecoraro che nel suo <em>Notizie d\u2019Iccara<\/em> e del Sac. Vincenzo Badalamenti che nel suo <em>Carini nell\u2019Arte <\/em>&nbsp;si sono pronunciati a favore della ipotesi che Villa Belvedere fosse stata costruita per&nbsp; Ruggero II su di un preesistente insediamento arabo-normanno:<em> quello di Regalenci<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Rachalengi = Casale).&nbsp; Il villaggio ha dato il toponimo, ancora esistente, alla contrada e su quelle basi, Villa Belvedere fu successivamente ampliata&nbsp; da Vincenzo II nella met\u00e0 del 1500.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto esaminiamo cosa ci tramandano gli scrittori antichi:<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dal toponimo arabo<em> Qarinis,<\/em> che in seguito diventer\u00e0 Qarin e poi Carini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sin dai tempi pi\u00f9 remoti sappiamo dell\u2019esistenza nel territorio dell\u2019antica citt\u00e0 sicana di Ikkara (Non ancora individuata) e di quella romano-bizantina di San Nicola che porta lo stesso nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel vasto territorio di Carini, studi archeologici di superficie, attestano che altri insediamenti arricchivano lo stesso comprensorio nel periodo arcaico, come quello&nbsp; di <em>Cetaria<\/em> a Capaci (Vedi carta Topografica) con relativa necropoli di <em>Ciachea; <\/em>e <em>Monte d\u2019Oro <\/em>con relativa necropoli di <em>Manico di Quarara.<\/em> Non solo; altri insediamenti pi\u00f9 piccoli si riscontrano in contrada&nbsp; <em>Fosse<\/em>, sul <em>Monte Colubrina e <\/em>sul colle della <em>Za Iana<\/em> che in seguito sar\u00e0 nominato dagli arabi <em>Muscala.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019invasione musulmana della fine dell\u2019ottocento, i vincitori arabi pur insediandosi nella conquistata Iccara di San Nicola, realizzarono altri insediamenti come quello di <em>Manustalla, di Muscala<\/em> (Sito preesistente) <strong>(1)<\/strong> e quello di <em>Raqalence o Rachalengi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla reale esistenza dei suddetti siti, dalla radice etimologica&nbsp; araba dei loro nomi (<em>Muscala, Manustalla, Rachalengi)<\/em>, dalla&nbsp; vicinanza&nbsp; che questi&nbsp;&nbsp; hanno tra loro, avvaloriamo la tesi dell\u2019erudito e poliglotta <strong>Claudio Mario Arezzo, <\/strong>storiografo di Carlo V <strong>(2)<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; nel sostenere che il nome<em><u> Qarinis<\/u><\/em>, derivi dall\u2019arabo Qarin, duale di Qaryah&nbsp; cio\u00e8&nbsp; <em>villaggi<\/em>. Pi\u00f9 villaggi,quindi, in un unico territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Qarinis dell\u2019epoca,secondo noi, va intesa nella sua globalit\u00e0 di territorio e non in un singolo agglomerato urbano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Su queste basi nel 909 d.C. il califfo Mulei Al Mohadi, vincitore sugli altri arabi in lotta, autorizza la ricostruzione dei villaggi della <em>Qarinis<\/em> distrutti e saccheggiati&nbsp; anni prima dal terribile Ibrahim (902 a.C.)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rivivono perci\u00f2&nbsp; i siti di San Nicola, quello di Moscala, quello di Zarcanti, e quello di Ragalence\u2013Belvedere, dando, cos\u00ec, possibilit\u00e0 di convivenza a&nbsp; cristiani, musulmani ed a una&nbsp; piccola comunit\u00e0 di ebrei<strong> <\/strong>insediatasi in seguito, nella contrada <em>Abramo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>(Tutti i siti sopraccitati sono interessati, in superficie, da&nbsp; vasta frammentazione&nbsp; di ceramica del periodo <em>arabo-normanno<\/em>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa premessa sul toponimo Qarinis era indispensabile per potere chiarire qualche fraintendimento, anche tra storici, sul fatto che Qarinis sia da attribuire al&nbsp; sito di San Nicola ex Iccara. Noi cercheremo di sottolineare, invece, che&nbsp;&nbsp; gli antichi scrittori&nbsp; come <em>&nbsp;Idrisi, Abu Said, Ibn Luyul, <\/em>si riferiscono&nbsp; al sito di Raqalenci-Belvedere.&nbsp; Ecco il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscendo a menadito il territorio, sappiamo con certezza che a San Nicola, non esistevano sorgive e non&nbsp; ne sgorgano a tutt\u2019oggi. Sappiamo che l\u2019acqua in quel sito, veniva portata con condutture in piombo di epoca romana da una sorgente della Montagna Longa chiamata acqua del Grillo. (Pezzi di&nbsp; questa antica conduttura sono ancora presenti in contrada <em>Sofia).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A Villa Belvedere o Regalence, invece, alla distanza di cento metri circa, l\u2019una dall\u2019altra, c\u2019erano e ci sono ancora le sorgive di <em>Giampaolo<\/em>; di <em>Acqua Nica; <\/em>dei <em>Curuzzi <\/em>(toponimo da: <em>Coram Omnibus<\/em> = piazza); <em>di sorgiva grande del Tondo<\/em>&nbsp; e <em>sorgiva piccola<\/em> di Villa Belvedere (Collocata davanti l\u2019ingresso del Santuario); di <em>Acqua Milza; di Acqua Canale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza di queste sorgive ben si addice allo scritto del geografo <strong>Idrisi<\/strong> il quale ci fa sapere: <em>Copiose acque sgorgano d\u2019ogni canto nel territorio, <u>la pi\u00f9 parte, dentro i giardini (stessi) del paese<\/u>. <\/em>(Erano ben sedici le sorgive che affioravano un tempo a Carini, tutte emergenti a monte del territorio) <em><u>&nbsp;<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Altra indicazione di Idrisi, da tenere in debita considerazione \u00e8 quella attinente alla distanza tra Carini e Palermo. Egli&nbsp; indica in miglia dodici tale distanza,&nbsp; secondo noi giustamente, in quanto&nbsp; avr\u00e0 misurato l\u2019unica via esistente in quel tempo per Palermo: quella montana che passava da Villa Belvedere,&nbsp; (Ne esiste ancora un tratto), per raggiungere la citt\u00e0 attraverso il passo di Cozzo Lupo e Bellolampo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019unica notizia&nbsp; poco&nbsp; comprensibile del geografo, \u00e8 quella&nbsp; che riguarda la&nbsp;distanza di Qarinis dal mare, misurabile, secondo lui, in un miglio circa. Distanza non compatibile con nessun insediamento preso in esame.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Leggiamo ancora da:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Idrisi,<\/strong> il famoso geografo di Ruggero,&nbsp; scrive a pag 47 della pubblicazione curata da Carlo Ruta per la Edi.bi.si: <em>&lt;Carini, terra graziosa, bella e abbondante, produce gran copia di frutte di ogni maniera ed ha un vasto mercato e la pi\u00f9 parte dei comodi che si trovano nelle grandi citt\u00e0, (come sarebbero) dei mercati (minori) <u>dei bagni <\/u>e dei grandi palagi. Si esporta da Carini gran copia di mandorle, fichi secchi, carrube; che se ne carica delle navi e delle barche per varii paesi. Copiose acque sgorgano d\u2019ogni canto nel territorio<u>, la pi\u00f9 parte dentro i giardini (stessi) del paese<\/u>. Avvi una <u>fortezza nuova<\/u>, fabbricata sopra un colle che <u>domina la terra.<\/u> Il mare si apre a tramontana alla distanza d\u2019un miglio all\u2019incirca. <u>A dodici miglia da Carini \u00e8 Palermo, la capitale&gt; <\/u><\/em>. (E\u2019 il <em>domina la terra,<\/em>&nbsp;&nbsp; la frase che ha indotto qualcuno ad individuare la Qarinis a San Nicola, perch\u00e9 hanno scambiato per <em>terra<\/em> l\u2019insediamento, mentre Idrisi&nbsp; secondo noi, <em>per terra<\/em> descrive il territorio in generale).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>In un passo della <strong>Geniza<\/strong> (Citato da Goitein) il cronista arabo <em>ABU<\/em> <em>SA\u2019ID<\/em>,definisce Qarinis cittadina nobilissima, operosa di traffici, frequentata molto da stranieri che vanno e vengono, e che nel territorio vi sono miniere di ferro<strong>.(3)<\/strong> <em>(Nella zonam limitrofa, in contrada Cirina, che si trova a monte di Villa Belvedere esistono giacimenti di materiale ferroso).<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Il <em>Malaterra, <\/em>scrive dell\u2019esistenza a Qarinis di una produzione di mattonelle in ceramica smaltata secondo lo stile fatimita<strong>.(<\/strong><strong>4)<\/strong> (<em>In contrada Stazzone, sempre vicino Villa Belvedere, tra contrada Acqua Canale e Frana, residui di una&nbsp; antica fornace, si trovano&nbsp; accostati ad una casa rurale).<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Il <em>Terranova<\/em> a proposito della distruzione di Qarinis, da parte di Ibrahim intorno all\u2019anno 900 ci fa sapere: &lt;<em>che in quella citt\u00e0 ci sarebbe stato un feudo dei potentissimi monaci cassinesi <\/em>(l\u2019Eremo della Maddalena) <em>che Ibrahim se la pigliasse anche con i monaci e che venisse con la sua turba devastatrice, piombando addosso alla citt\u00e0, precipitandosi come una valanga dalle alture <\/em><strong><em>sovrastanti <\/em>&gt;.<\/strong><strong>(5)<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Il monte che sovrasta le zone descritte, guarda caso si chiama <em>Monte Saraceno<\/em> e da una gola dello stesso monte passa una diramazione<\/li>\n\n\n\n<li>montana della antica via Valeria. Tracce di basolato sono ancora esistenti.nella limitrofa zona di <em>Acqua canale<\/em>)<\/li>\n\n\n\n<li>Sempre nella zona di <em>Giampaolo,<\/em> nella propriet\u00e0 del fu Prof. Giuseppe Abbate, insigne storico di Carini, autore di un preziosissimo volume dal titolo: <em>Carini, nella storia di Sicilia<\/em>, si trova uno stilobate con colonna, che nel suo volume, il Professore, erroneamente, scrive di trovarsi in contrada S. Nicola.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Dietro indicazione dei soci di Archeoclub Ambrogio Conigliaro e Vincenzo Giambanco, appassionati ambientalisti locali, siamo andati a visitare l\u2019impianto originale della sorgente <em>Giampaolo <\/em>che si trova a monte dell\u2019Eremo della Maddalena, trovandolo manomesso nella sua originale copertura, per opere eseguite dal Comune. Con bella sorpresa, per\u00f2, abbiamo riscontrato che la struttura della sorgente possa essere stata realizzata nel periodo arabo-normanno, stante a circa 2 metri di profondit\u00e0 un ingegnoso impianto a <strong>Qanat <\/strong>con pozzetti di aerazione tipici di questi impianti. (<em>Frammenti di ceramica del periodo sono stati trovati nelle vicinanze del sito.&nbsp; Un rilievo grafico del qanat \u00e8 stato eseguito dal Prof. Rocco Favara e da un suo collaboratore del CAI.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Altra notizia secondo me rilevante,&nbsp; \u00e8 quella relativa alla necropoli del sito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lu Zu Piddu, saggio filosofo naturale con la mansione di mezzadro di Villa Belvedere, ci raccontava che&nbsp; piantumando negli anni 30 degli ulivi in una fascia di terreno che sta tra l\u2019Eremo della Maddalena e la Foresteria di Villa Belvedere, aveva trovato delle sepolture coperte da grossi tegoloni e la cosa che pi\u00f9 lo aveva incuriosito era il fatto che i resti degli inumati erano sepolti di fianco&nbsp; ed orientati a levante. <\/em>Chiaro riferimento alla tipologia di inumazione araba?<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi Reqalengi-Belvedere rimane il luogo pi\u00f9 compatibile con le descrizioni degli antichi scrittori. Sito che sulle origini arabe, acquista maggiore importanza con l\u2019arrivo dei normanni, tanto da essere scelto per edificare la <em>Casina di Ruggero<\/em> come ci fa sapere il Nicotra.(<strong>6<\/strong>) Toponimo della casa utilizzato dalla <em>voce del popolo <\/em>fino agli anni 50.<\/p>\n\n\n\n<p>A supporto di quanto sopra ed aiutati dalle \u201c<em>pietre parlanti\u201d<\/em> mettiamo in evidenza alcuni particolari&nbsp; che secondo noi&nbsp; possono diventare&nbsp; oggetto di discussione per una lettura storico-strutturale del sito, utilizzando alcune foto con dettagli esplicativi. Foto scattate con Ambrogio Conigliaro dietro il permesso del&nbsp; superiore di Villa Belvedere, il&nbsp; P. Felice Fiasconaro, sempre accogliente e disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle stesse foto si possono&nbsp; riscontrare i tagli strutturali degli ampliamenti eseguiti nel periodo rinascimentale sui&nbsp; tre manufatti di Villa Belvedere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"201\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_prima-1-300x201.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-134\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_prima-1-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_prima-1-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_prima-1-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_prima-1.jpg 1151w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hosteria prima del restauro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_adesso-300x200.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-135\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_adesso-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_adesso-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Osteria_adesso.jpg 986w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hosteria dopo il restauro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"197\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Foresteria_esterno-300x197.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-136\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Foresteria_esterno-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Foresteria_esterno-768x504.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Foresteria_esterno-345x225.jpg 345w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Foresteria_esterno.jpg 999w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foresteria<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Evidenzieremo dettagli riconducibili a periodi e stili del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzeremo i tre manufatti individuandoli con i toponimi antichi di riferimento, cos\u00ec chiamati: La <em>Casina di Ruggero<\/em><strong>,<em>&nbsp;<\/em><\/strong><em>San Pietro o la Foresteria, <\/em>La<em> Hosteria.&nbsp; <\/em>Non solo. E\u2019 possibile ipotizzare, anche, la presenza dei <em>Bagni Termali arabi, <\/em>menzionati da Idrisi e da ibn Luyun.<\/p>\n\n\n\n<p>A rafforzamento di quanto sopra, riproponiamo, lo studio sulla Ipotesi di localizzazione della <em>Qarinis Araba<\/em> e dei relativ<em>i Bagni, <\/em>&nbsp;&nbsp;presentato&nbsp; nel 1998 ai soci di Archeoclub in una delle tante preziose conferenze che si tenevano mensilmente nella prestigiosa ex sede di Santo Antonino.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una attenta lettura di documenti antichi, dalla ricerca&nbsp; e visita di alcuni luoghi, dalla toponomastica degli stessi, azzardiamo l\u2019ipotesi di potere individuare i siti della Qarinis araba e dei suoi Bagni. I siti sono:&nbsp; Villa Belvedere-Giampaolo-Maddalena i quali formano l\u2019antico borgo arabo-normanno&nbsp; di Ragalence. (Ancora cos\u00ec si chiama la contrada di Villa Belvedere).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Come punto di partenza, abbiamo preso in esame due siti vicini tra loro e molto noti a Carini: il cosiddetto Eremo della Maddalena, il piccolo cenobio dei monaci cassinesi e Villa Belvedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dell\u2019Eremo della Maddalena, il Prof. Benedetto Colajanni, aveva&nbsp;&nbsp; eseguito un interessantissimo studio con rilievi topografici nel 1971 per l\u2019Istituto di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo.<\/em><strong>(7)<\/strong><em> Peccato che tale&nbsp; lavoro non abbia avuto seguito per una lettura&nbsp; anche archeologica del sito e non soltanto architettonica del manufatto.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A Villa Belvedere, invece, non \u00e8 mai stato elaborato uno studio sullo stato dei luoghi, antecedenti al periodo rinascimentale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La <\/em><strong>Casina di Ruggero<\/strong><em> servita da ninfeo&nbsp; nasce come&nbsp; casino di caccia&nbsp; del re normanno, edificato alle falde del Saraceno. Fertile monte ammantato di flora mediterranea,&nbsp; ricco di sorgive, e di tanta fauna selvatica. Luogo ideale per la cacciagione: ritualit\u00e0 sportiva e necessaria, di rilevanza primaria per i popoli del passato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Accostato alla Casina, dal lato orientale, sottomesso alla stessa,&nbsp; si trova uno spiazzo, quasi quadrangolare, ritenuto un ninfeo di epoca rinascimentale, che portava il toponimo di: \u201d o tunnu\u201d (Tondo<\/em>). (Noi sosteniamo, che il tondo vada considerato di epoca arabo-normanna&nbsp;riconducibile ai bagni termali come gi\u00e0 accennato&nbsp; e risistemato in epoca rinascimentale da Vincenzo II La Grua, assieme all&#8217;ampliamento dei tre manufatti esistenti).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Si accede a questo luogo attraverso uno scivolo largo&nbsp; sette metri, met\u00e0 del&nbsp; quale scalinato. Il lato sud di questo spazio presenta un\u2019architettura muraria di splendida fattura in un movimento simmetrico a tre livelli ed una rientranza centrale che faceva&nbsp; da supporto a 6 ruscelli con acque freschissime.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In origine l\u2019acqua convogliava in una vasca rotonda di sei metri circa di diametro, e 90 cm. di profondit\u00e0, posta al centro dello spiazzo. <\/em>(Da qui il nome \u201ctunnu\u201d= tondo). <em>La vasca era delineata da un muretto circolare alto un metro circa, smerlato in superficie &nbsp;a&nbsp; significare la corona ferrea dei re normanni. (<\/em>Adesso la circolarit\u00e0 del tondo a seguito di un restauro della vasca degli anni 70,&nbsp; \u00e8 diventata ottagonale).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sopra il&nbsp;&nbsp; muro&nbsp;&nbsp; del lato sud, si ergono i resti di un colonnato. Le colonne sono allineate ad una distanza di metri 3,25 e parallele a mt.2,5. Si contano i resti di 5 colonne.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Addossato ad una di esse, si trova un <\/em><strong>anfratto <\/strong><em>naturale, poi modificato, delle dimensioni di 4 mq. ca, con affreschi murali postumi, riproducenti la nativit\u00e0 con due panchine ai lati. La volta \u00e8 a botte e nel lato sud dello stesso, sono riconoscibili le tracce del passaggio di acque sulfuree.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>All&#8217;ingresso dell\u2019anfratto, sul muro di collegamento, sono visibili antichi tubi in terracotta, che saranno serviti a canalizzare acque sulfuree, viste le incrostazioni interne negli stessi tubi. Tutto ci\u00f2 appoggia concretamente l\u2019ipotesi che si tratti di una antica sauna:<\/em> <strong>La Stanza dei Vapori<\/strong><em>, tanto usata nel periodo arabo-normanno.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"195\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Stanza-dei-vapori-195x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-133\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Stanza-dei-vapori-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Stanza-dei-vapori-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Stanza-dei-vapori.jpg 689w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stanza dei vapori<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Per tutto ci\u00f2 \u00e8 lecito supporre che&nbsp; lo spiazzo sottostante, nella sua interezza, non fosse altro che una grande vasca quadrata, possibilmente suddivisa in altre pi\u00f9 piccole, servite da acque calde e sulfuree, al centro della stessa, la vasca rotonda pi\u00f9 piccola servita da acque dolci e fresche. Impianto, nel suo complesso, paragonabile ai bagni termali menzionati dallo storico carinese dell\u2019epoca, il giureconsulto Abu Ibrahim al Qasim, riportato dal Palermo Patera a pag. 191, del suo \u201cPalermo Araba\u201d, il quale definisce le Terme di Carini, consimili a quelle di Cafal\u00e0.<\/em> (Acqua sulfurea \u00e8 stata localizzata negli anni 90, a circa 100 metri in linea d\u2019aria, in un pozzo scavato con la sonda, a monte di Villa Belvedere. Il pozzo \u00e8 stato abbandonato perch\u00e9 l\u2019acqua sapeva di uova marce. Cos\u00ec ci \u00e8 stato riferito).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di una sorgente di acqua sulfurea, ce ne da notizia l\u2019 Amico-Di Marzio nel suo dizionario, localizzandola in fondo Carrubbella; contrada limitrofa a Villa Belvedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Crediamo di avere raccolto ed evidenziato elementi sufficienti per potere avviare con chi di competenza, uno studio scientifico approfondito, sulla rilettura del nostro territorio e nello specifico di Villa Belvedere, con la speranza che le nostre ipotesi possano diventare <em>tesi sostenibili<\/em> a beneficio della conoscenza storico-archeologica del territorio. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Note:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">1) Moscala: La preesistenza del sito si evince dal ritrovamento di un tripode votivo di epoca elima, conservato al costruendo Museo Archeologico della nostra citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">2)&nbsp; F.G. Arezzo, Sicilia (miscellanea) Tip. Greco, Palermo 1950&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">&nbsp;&#8211;&nbsp;&nbsp; G.M.Abbate, <em>Carini nella storia di Sicilia<\/em>, Ed.Pirandello pag. 361&nbsp; .<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\"><em>3) <\/em>G. Palermo Patera, Palermo Araba, pag. 190<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\"><em>4<\/em>) G. Palermo Patere<em>, op.cit<\/em>. pag. 190<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\"><em>5) <\/em>G.M. Abbate, <em>op.cit. pag. 363-364<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\"><em>6) <\/em>Nicotra: da Benedetto Colajanni, <em>Un Documento di architettura normanna nella campagna di Carini,<\/em> 1971 per Quaderni di Architettura e Tecnica dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">7) B. Colajanni, o.c. a pag. 14 :&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Bibliografia Essenziale:<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Edrisi, L<em>a Sicilia <\/em>a cura di Carlo Ruta, ed. Edi.bi.si.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">G.M. Abbate, <em>Carini nella storia di Sicilia,<\/em> Ed. Pirandello<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">V.Giustolisi, <em>HIKKARA,<\/em> Pa. 1973<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Pasquale Pecoraro, <em>Notizie d\u2019Iccari<\/em>, 1856<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Sac. Vincenzo Badalamenti, <em>Carini, Nell\u2019Arte,<\/em>1978<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Benedetto Colajanni, <em>Un Documento di architettura normanna nella campagna di Carini,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">G.Palermo Patera, <em>Palermo Araba<\/em>,La Bottega di Hefesto<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">G.Filingeri, <em>Carini nel Cinquecento,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:11px\">Carini, giugno 2010<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi ho parlato del territorio di Carini e oggi Vi parlo di una sua &#8220;perla&#8221;: Villa Belvedere Questo articolo, pubblicato nel 2010 dal giornale locale il Vespro, ha avuto il supporto fotografico di Ambrogio Conigliaro che ringrazio, cos\u00ec come oggi, in fase reale di restauro della foresteria, desidero ringraziare gli organi competenti a partire dai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-114","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=114"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":144,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/114\/revisions\/144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}