{"id":199,"date":"2023-04-15T12:08:56","date_gmt":"2023-04-15T12:08:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=199"},"modified":"2023-04-15T12:08:56","modified_gmt":"2023-04-15T12:08:56","slug":"il-francescano-e-il-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/?p=199","title":{"rendered":"Il &#8220;francescano&#8221; e il robot"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1-1024x734.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-208\" width=\"392\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1-1024x734.jpg 1024w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1-768x551.jpg 768w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1-1536x1101.jpg 1536w, https:\/\/www.cicciorandazzo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robot-1.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Come promesso, scartabellando nel cassetto della memoria e quello fisico dove sono &#8220;conservati &#8220;( per modo di dire) articoli, studi, appunti vari destinati a un immancabile oblio, oggi ho tirato fuori un articolo antico del 1998 che potrebbe far riflettere e che evidenzia il mio &#8220;pensiero amabile&#8221; sull&#8217;utilizzo dei robot togli lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il &#8220;francescano&#8221; e il robot<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Un nuovo Chaplin \u201c dei Tempi Moderni?\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dietro la grande finestra panoramica godevano al fresco serale&nbsp; quattro amici: Luca,&nbsp; padrone di casa, Enzo,&nbsp; suo amico funzionario-tecnico e le relative brave consorti. Con loro i due ragazzi di Luca  intenti tutti ad assaporare un&nbsp; gustoso gelato siciliano per dimenticare il caldo afoso del giorno appena trascorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padrone di casa aveva superato da poco i cinquant\u2019anni. Allegro, \u201camiciaru\u201d, disponibile, sempre pronto a supportare e promuovere entro i limiti delle sue possibilit\u00e0 (non sempre ottenendo il risultato sperato)&nbsp; il prossimo e la <em>madre-terra<\/em> che il Buon Dio con infinita generosit\u00e0 gli aveva donato.<\/p>\n\n\n\n<p>Prestava particolare attenzione al mondo dei deboli e dei&nbsp; lavoratori pi\u00f9 bisognosi senza dimenticare di valorizzare i tanti beni storico-monumentali del suo paese, per lui, mai troppo conosciuti ed apprezzati. Era stato il padre, col suo esempio di pronto, sentito altruismo ad inculcare&nbsp; in lui questo \u201cfrancescanesimo\u201d.&nbsp; Dell\u2019insegnamento paterno, nel segno dell\u2019 uomo e della natura,&nbsp; Luca ne aveva fatto modello di vita conducendo una esistenza&nbsp; in assoluta dignit\u00e0, senza mai <em>strafare<\/em>, andando sempre alla ricerca dell\u2019<strong>essere<\/strong> e molto poco dell\u2019<strong>apparire, <\/strong>in apparente contrasto con la sua professione di attore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, come gi\u00e0 detto, assaporando quel gelato i quattro amici di tanto in tanto affrontavano vari argomenti utilizzando quel ritmo lento ed un po\u2019 assopito, come soltanto i siciliani sanno creare e che produce un\u2019atmosfera avvolgente di serenit\u00e0, difficilmente eguagliabile in altri contesti.<\/p>\n\n\n\n<p>La coppia di amici era venuta a far visita per la prima volta alla costruenda villetta estiva di Luca. L\u2019amico alto, magro, tranquillo, funzionario tecnico nella sede locale della pi\u00f9 importante industria italiana del settore delle telecomunicazioni,&nbsp; poteva essere orgoglioso e pago e per il lavoro e per la bella famiglia che era riuscito a formare. Era padre di due bei ragazzi, non presenti quella sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Si parlava di tutto in quell&#8217;oasi di pace con il piacere di stare insieme incantandosi ad ammirare quel panorama della citt\u00e0 che si stagliava lontano e infinito, trapunto da migliaia di luci che si fondevano all&#8217;orizzonte con un mare di&nbsp; stelle splendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver finito il gelato e preso&nbsp; il caff\u00e8 il discorso si apr\u00ec sul lavoro dell\u2019ospite. Il funzionario tecnico, con perizia di particolari, cominci\u00f2 a magnificare il nuovo incarico ricevuto e come questo lo portasse con procedure altamente automatizzate ad occuparsi non pi\u00f9 di uomini ma di <em>robot<\/em>. E si \u201criempiva la bocca\u201d illuminandosi in viso quando pronunciava la parola<strong> r-o-b-o-t<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &lt;<em>Sai<\/em> (diceva), <em>in fabbrica non abbiamo pi\u00f9 operai generici che&nbsp; possono sbagliare, assentarsi, lavorare poco, magari&nbsp; coperti&nbsp; ad oltranza da quello scudo sindacale onnipresente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Adesso utilizziamo i robot che&nbsp; lavorano ventiquattro ore al giorno, non sbagliano mai, non scioperano, basta soltanto ricaricarli, anzi \u201cbiberonarli\u201d, questo \u00e8 il termine esatto, rendono cento volte di pi\u00f9 e non si \u201d lamentano\u201d&gt;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il padrone di casa ascoltava allibito il racconto dell\u2019amico. Gli rimbombava in testa la parola \u201cbiberonabili\u201d come se quei maledetti pezzi di ferro artificialmente animati venissero paragonati a bambini. In silenzio immagazzinava il suo sdegno contro la nuova industrializzazione automatizzata che tanta disoccupazione aveva portato nel mondo. Luca riempiva il suo \u201c<em>sacco interiore<\/em>\u201d di sbigottimento e rabbia, soprattutto perch\u00e9 gli veniva difficile accettare che il suo amico, tecnico s\u00ec, ma pur sempre<em> dipendente<\/em> di ricchi industriali, potesse parlare come loro e ad un tratto lo percep\u00ec, inconsciamente, con la \u201cerre moscia\u201d di qualche pi\u00f9 noto magnate dell\u2019industria.<\/p>\n\n\n\n<p>La moglie, conoscendo il suo \u201cpollo\u201d, vedendolo arrossare in volto, avvicinatasi all\u2019amica, ridendo disse:  &lt;<em>Mio marito a momenti \u201cesplode\u201d&gt;<\/em>. Era stata sicura&nbsp;indovina!<\/p>\n\n\n\n<p>In quei minuti di ascolto il marito, infatti, aveva passato in rassegna mentale un tratto di vita vissuta, soffermandosi su avvenimenti accaduti nel suo paese. Ripens\u00f2 come quella grande Industria dove lavorava il suo amico, aprendo i battenti venti anni prima, avesse contribuito in parte a sconvolgere radicalmente gli usi, i costumi e l\u2019economia locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato il tempo della corsa \u201call&#8217;industrializzazione\u201d. Centinaia di persone, uomini e donne, avevano lasciato (per inseguire questa chimera) i primi l\u2019agricoltura, motore trainante per secoli dell\u2019economia del posto e le seconde&nbsp; (non prive d\u2018imbarazzo secondo il pensiero di allora),&nbsp; il <em>sacro fuoco domestico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Erano gli anni settanta e tutti in quel tempo ricercavano un cambiamento veloce e totale delle cose. Un cambiamento della vita (chiss\u00e0 perch\u00e9?). Non si percepiva che prima o poi i cambiamenti repentini avrebbero creato seri problemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si abbandonarono gli agrumeti, si impoverirono gli allevamenti, si svendette per necessit\u00e0 (ma&nbsp; anche per futili motivi)&nbsp; la<strong><em> madre-terra<\/em><\/strong>&nbsp; a<em> nuovi- arricchiti<\/em> venuti dalla citt\u00e0 per costruire i \u201cvellini\u201d di villeggiatura. Si\u2026 proprio i \u201c veeelliiini\u201d, perch\u00e9 <em>questi soggetti<\/em>, per darsi un tono, trascinavano le vocali aprendole in una lunga e interminabile cadenza di linguaggio cantilenato (Si <em>mmizzigghiavanu,<\/em> autocelebrandosi).<\/p>\n\n\n\n<p>A quel \u201c miracolo industriale\u201d credettero tutti in paese, anche lo stesso Luca. Ancora giovane allora, immaginava un avvenire per se\u00e8 e per i suoi concittadini pieno di felicit\u00e0 e nuove risorse. Ora, invece, a distanza di venti anni, si trovava<em> poco occupato<\/em>, figlio di un paese irriconoscibile, (devastato dall\u2019abusivismo edilizio), cittadino di una Italia in frantumi economici dove il tasso di disoccupazione era arrivato a limiti inaccettabili e con l\u2019aggravante di un peso fiscale gravosissimo soprattutto per la fascia intermedia di contribuenti (commercianti, artigiani, professionisti), fascia di riferimento personale del nostro attore.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca, rifletteva sulla causa primaria del \u201c<em>siddiu<\/em>\u201d generale che si leggeva sui volti delle persone convincendosi sempre pi\u00f9 che&nbsp; la mancanza del lavoro, l\u2019incertezza del domani, il caro-vita, erano effetti di una sola causa: <em><u>l\u2019automatismo.<\/u><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La macchina aveva tolto all\u2019uomo il lavoro contravvenendo al diritto di quest\u2019ultimo di averlo. La frase dell\u2019amico &lt;<em>in fabbrica non abbiamo pi\u00f9&nbsp; lavoratori generici che possono sbagliare, assentarsi, lavorare poco, magari coperti ad oltranza da quello scudo sindacale insopportabile&gt; <\/em>gli girava continuamente nella testa e&#8230; per un attimo gli venne anche il dubbio che i sindacati, nell\u2019eccesso di difesa dei diritti dei lavoratori, involontariamente, avessero arrecato realmente qualche guasto. Per fortuna quel dubbio gli pass\u00f2 subito.&nbsp; Sapeva ben valutare il grande contributo apportato dai sindacati nel mondo del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimuginava in silenzio, il padrone di casa, tra dubbi e certezze, ascoltando l\u2019amico funzionario-tecnico. Ma quando quest\u2019ultimo asser\u00ec che il Robot del costo di un miliardo e mezzo (in fabbrica ne possedevano sei) rappresentava per l\u2019industria, oltre che uno snellimento di lavoro, anche una questione \u201cd\u2019<em>immagine<\/em>\u201d, Luca, che intanto aveva calcolato con la velocit\u00e0 della luce che quell\u2019 \u201c<em>immagine<\/em>\u201d aveva azzerato il salario di cinquanta operai per dieci anni circa, scoppi\u00f2 dicendo:&lt; <em>ma quando ti passano davanti questi robot,&#8230; glielo dai un calcio?&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amico rimase sconvolto. Le donne scoppiarono a ridere. Il padrone di casa con un crescendo convinto, ora gridava: &lt;<em>L\u2019\u00e8 pigghiari a piragnati.!..L\u2019\u00e8 pigghiari a piragnati!&gt;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2 dalla poltrona e&nbsp;cominci\u00f2 a imitare il robot.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Poi,&nbsp;rivolgendosi all\u2019amico disse:<em> &lt; Potrai verificare cos\u00ec se il \u201cbiberonato\u201d ti accuser\u00e0 dicendo:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi-ha-&nbsp;&nbsp; da-to&nbsp;&nbsp; un&nbsp; cal-cio&nbsp;&nbsp;&nbsp; in&nbsp;&nbsp;&nbsp; cu-lo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi- ha-&nbsp; da-to&nbsp; un&nbsp; cal-cio&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; in&nbsp; cu-lo &gt;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>P.s.<\/strong>:<strong> Quella fabbrica gi\u00e0 smembrata da tempo, in questi giorni <\/strong>(anno 2010)<strong> rischia la chiusura, nonostante i robot.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come promesso, scartabellando nel cassetto della memoria e quello fisico dove sono &#8220;conservati &#8220;( per modo di dire) articoli, studi, appunti vari destinati a un immancabile oblio, oggi ho tirato fuori un articolo antico del 1998 che potrebbe far riflettere e che evidenzia il mio &#8220;pensiero amabile&#8221; sull&#8217;utilizzo dei robot togli lavoro. 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