Presentando “Il Cielo della Corte”

Questa settimana, cari amici, ricordo un evento molto interessante tenutosi dentro il suggestivo Salone delle Feste del Castello di Carini nel 2007, con la presentazione di una monografia che sommava in un’unica cifra sia la ricerca storica che la scoperta grafica, gli interessi culturali e la disponibilità amministrativa a promuovere anche editorialmente le tante iniziative dei soci della sede locale di Archeoclub che, con passione e dedizione, “rileggevano” il territorio in quel periodo.

P. Basilio Randazzo, Il cielo della corte, Studio 71, Palermo 2007

Si tratta di una scoperta grafica unica, mai vista né menzionata prima nei secoli, che con Vincenzo Giambanco e Salvo Giammanco abbiamo fatto nel 1999. Il contenuto di queste iscrizioni ha portato nuova luce sul pensiero non solo filosofico, ma anche religioso che supportava il vissuto dei committenti di allora, la nobile famiglia La Grua-Lanza.

Il Cielo della Corte è il titolo che P. Basilio Randazzo ha dato alla scoperta ricostruendo nei dettagli quello che è scritto sulle prime sei lunette poste all’ingresso del salone. Tracce di scritture diverse da quelle già note In medio consistit virtus e Et in estremis labore che riportano l’invocazione a Maria per condurre l’uomo alla ricerca spirituale del Figlio attraverso i seguenti Salmi:

112 (111) Elogio del giusto

110 (109) Il sacerdozio del Messia

25 (24) Preghiera nel pericolo

111 (110) Elogio delle opere divine

e in conclusione l’inno Te deum laudamus.

La monografia di padre Randazzo, ricca d’immagini e spiegazioni dettagliate, riporta anche un articolo del critico d’arte Dott.ssa Vinny Scorsone (Il soffitto ligneo del Castello La Grua-Talamanca di Carini) e uno mio (Carini e il suo territorio). L’opera è stata curata dalla galleria d’arte Studio 71 di Palermo, stampata dalle Officine Tipografiche Ajello e Provenzano di Bagheria, con le foto di Vincenzo Giambanco e Giuseppe Maranzano.

L’auspicio sarebbe che ancora una volta questa importante scoperta venisse riproposta a un pubblico più vasto, grazie ai nuovi canali comunicativi più efficienti di allora.

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