
Lavoro preparatorio realizzato negli anni, dai soci di Archeoclub d’Italia sede di Carini finalizzato all’apertura del Museo Civico ed Archeologico.
Memorie:
Sabato 29 Marzo 2008, una significativa meta culturale è stata raggiunta a Carini con l’apertura del Museo Civico allestito da Ambrogio Conigliaro, che l’amministrazione La Fata e la Provincia Regionale di Palermo hanno fortemente voluto. Un dono prezioso alla collettività che diventa luogo reale e simbolico per fare memoria da tramandare ai posteri.
Proprio per questo motivo, però, occorre fare memoria dei come, dei perché e di chi ha speso il proprio tempo, le proprie energie, affinché tutto questo potesse realizzarsi. Al di fuori da qualsiasi nota polemica, ma per dovere di cronaca, ci corre l’obbligo di ripercorrere alcune fasi salienti che hanno portato a raggiungere questa meta.(*)
Tutto ha inizio nel 1996, quando a Carini un gruppo di giovani e meno giovani, appassionati di storia locale hanno dato vita ad una sede territoriale della famosa associazione nazionale denominata Archeoclub d’Italia.
Tantissime iniziative per lo studio, la salvaguardia e la custodia del territorio nascevano in quelle serate dei giovedì, nelle quali i numerosi soci mettevano in cantiere e sviluppavano le suddette iniziative utilizzando i locali del Chiostro dei Carmelitani. Il supporto e la disponibilità dell’allora assessore Pasquale Mannino assecondavano tali iniziative. Successivamente Archeoclub ottenne dalla nuova amministrazione Monterosso il Chiostro francescano di Santo Antonino per perseguire proprio lo scopo precipuo di realizzare un museo civico ed archeologico a Carini.
Archeoclub per statuto, per convinzione e per passione, collaborando direttamente con le istituzioni dei settori interessati quali appunto, le Soprintendenze ai Beni Archeologici e Culturali, aveva iniziato fin dall’ora un iter che potesse riscoprire la ricchissima storia millenaria del nostro territorio e farne memoria per le generazioni successive. Per iniziativa primaria della sede locale di Archeoclub si fecero saggi in contrada Santo Nicola, si riscoprirono le Catacombe Paleocristiane di Villagrazia per le quali il primo supporto economico deliberato dalla giunta Monterosso con gli assessori Ciro Genova, Pierpaolo Pellerito, Enzo Marcianò, Gaetano La Fata in collaborazione fattiva con la Dott.ssa Caterina Greco per la soprintendenza ed Archeoclub per la società civile di Carini, servì a dare spinta ed interesse affinché ritornasse in luce quell’antico luogo. Si recuperò il famoso Mosaico di Palazzo De Spuches, che giaceva dimenticato in un deposito dello stesso palazzo. Il merito di ciò va a due soci di Archeoclub (Ambrogio Conigliaro e Vincenzo Giambanco jr)(1) . Si realizzò una interessante mostra fotografica dal titolo “Sui Sentieri dei nostri avi”(2), si avviò il progetto Salva La Tela(3) con lo scopo ottenuto di restaurare alcune tele della Chiesa del Carmine. Progetto al quale parteciparono altre associazioni locali come:I Lion’s Club, il Ratary Club e il Club dei Carinesi D’America e semplici cittadini che si presero carico di sponsorizzare tale progetto. Si effettuarono tante escursioni per lo studio del territorio e si tennero molti seguiti convegni di approfondimento su tematiche archeologiche e monumentali. Si dava qualificato sostegno alle visite guidate del Castello di Carini e tanto altro.
A questo punto però, è obbligo ricordare anche, coloro che hanno per primi impresso una orma indelebile in questo tracciato di riscoperta territoriale. Tra questi, il funzionario responsabile della soprintendenza ai beni archeologici del tempo, la Dott.ssa Caterina Greco che con straordinaria disponibilità curò a suo tempo gli scavi e le scoperte carinesi, come già detto. Nonché il Signor Vincenzo Marcianò instancabile assessore per il ruolo fondamentele avuto nella riscoperte delle Catacombe e dell’acquisto del terreno di Santo Nicola, ora sito di scavi archeologici. Ci è obbligo ricordare e ringraziare il Signor Giovanni Mannino, infaticabile funzionario della Soprintendenza, il quale, per mezzo secolo ha scoperto e studiato i siti archeologici più importanti del nostro territorio pubblicando i suoi studi e sostenendo sempre, le iniziative della nostra associazione. (Il Signor Giovanni Mannino, a nostro modesto parere, meriterebbe la cittadinanza onoraria di Carini).
Occorre ricordare altresì, per ringraziarli ancora, i presidenti della sede locale di Arcleoclub, la Signora Rosalba Amato, l’Arch. Nicola De Francisci, il Sig, Gianfranco Lo Piccolo che nel tempo, collaborati da validi direttivi composti dai Sigg. Pietro Galati, Ciccio Randazzo, Vincenzo Giambanco jr, Totò Agrusa, Salvo Giammanco, Donatella Navarra, per citarne alcuni, hanno contribuito ad iniziare un percorso culturale che si spera, possa meglio rafforzarsi nel nuovo museo, finalmente aperto.
Un segnale positivo in questo senso si è verificato proprio all’ inaugurazione dello stesso museo dove il Signor Vincenzo Giambanco senior, ha consegnato alcuni manoscritti rinascimentali che da tempo aveva ricevuto e gelosamente custodito. Speriamo che a questo nobile gesto, possano seguirne altri, riconducibili alla restituzione di materiale artistico-pittorico o archeologico, così come già aveva fatto il Prof. Salvino Leone ritornando alcune importanti opere del Castello La Grua, da lui custodite. .
A questo punto, credo sia giusto dare testimonianza positiva ai politici locali di qualsiasi appartenenza, che come abbiamo potuto constatare, mai si sono tirati indietro nella promozione e nel supporto delle opere culturali locali, quando sono stati al governo della nostra città. Certo tutto è perfettibile in funzione delle ottiche personali, ma sta negli atti che, in questi ultimi quindici anni, si siano iniziati, e definiti in massima parte, tante opere ed iniziative (alcune già accennate) di primaria rilevanza. Non bisogna dimenticare il restauro totale del Castello curato dal Prof. Giovanni Palazzo e gli scavi archeologici nello stesso maniero curati dalla D.ssa Caterina Greco con il supporto della nostra associazione. La stessa associazione ha curato anche il recupero di alcune parti delle maioliche del campanile del castello che giacevano interrate in un terrapieno della corte, consegnandole al Prof. Palazzo ed il recupero del Chiostro dei Carmelitani e la Chiesa relativa, adottata moralmente dal nostro club e affidataci da Mons. Vincenzo Badalamenti; Arciprete emerito sempre al fianco delle nostre iniziative. Il suddetto chiostro adesso, recuperato e destinato al museo civico e alla biblioteca comunale, come sappiamo si arricchisce anche dell’Archivio dello Spettacolo Mediterraneo raccolto, selezionato e diretto dal Prof. Giovanni Isgrò. Si è provveduto al recupero del tocco di Santo Vito, realizzato dalla amministrazione Mannino. Si realizzò l’acquisto (non semplice) di un appezzamento di terreno in contrada San Nicola destinato a scavi archeologici, identificato dalle ricerche del club e definito dalla amministrazione La Fata, con ‘interessamento dell’infaticabile assessore Sig. Enzo Marcianò.
(Dall’acquisto di questo terreno, appena sarà possibile iniziare gli scavi archeologici, curati dalla Soprintendenza, si potrà arricchire il museo con i reperti asportabili trovati in sito).
Poi tante iniziative editoriali che promuovono la storia e le storie del nostro territorio, sempre supportate dalla Amministrazione Comunale attuale, con la fattiva attenzione dell’assessore alla cultura Sig. Giuseppe Agrusa. Opere che arricchiranno la biblioteca ed alcune aiuteranno la lettura storica dello stesso museo.
Per tutto quanto scritto, è auspicabile che questo museo possa riunire le forze vitali del territorio e ci riferiamo agli studiosi, agli storici, agli artisti ma soprattutto ai ragazzi, perché con la loro frequenza e i loro studi, possano recuperare il Sentiero dei “vecchi” padri di Archeoclub e rivitalizzino, questo luogo di cultura per meglio conoscere, meglio difendere ed amare di più le potenzialità ambientali e artistiche che questo territorio possiede da millenni, e contrastare così le immancabili influenze distruttrici dello stesso.
Ed infine, ma non per ultimo, scusandoci per qualche omissione involontaria, un sincero ringraziamento a tutti i soci della sede locale di Archeoclub.
“Per fare memoria.”
C.R.
Carini, 7.4.2008
(*)PS:Una cosa però abbiamo notato e la sottolineamo! Forse a causa della inattività temporanea di Archeoclub, o per qualche dimenticanza, spero non voluta, a quella inaugurazione mancavano quasi tutti gli attori del percorso iniziale sopra descritto e un certo dispiacere ce lo ha procurato.
Note:
(1) Il mosaico romano era stato scoperto alla fine del XIX secolo in contrada San Nicola, sito della Hiccara romano-bizantina. Il manufatto fu acquistato dal P.pe De Spuches che se ne abbellì un salone del suo palazzo palermitano.In seguito il Palazzo fu acquistato dal pittore Renato Guttuso e la moglie di questi non volle il mosaico in casa. Il prezioso manufatto fu smontato e dopo varie peripezie anche legali, fu immagazzinato e per venti anni circa non si ebbero più notizie del prezioso mosaico. Vincenzo Giambanco junior ed Ambrogio Conigliaro futuri soci di Archeoclub, impegnando tanto tempo ed utilizzando il loro “fiuto” di esperti ricercatori, su indicazione del portiere, trovarono il mosaico in un deposito dello stesso palazzo De Spuches. Nacque un comitato spontaneo pro-mosaico con la collaborazione attiva del Prof. Giovanni Palazzo, di Padre Paolo Fiasconaro, del Sig. Ciccio Randazzo, e dei giovani sopracitati Vincenzo Giambanco ed Ambrogio Conigliaro che si occupò di segnalare agli organi competenti il ritrovamento. Si arrivò così con buona solerzia dei responsabili della Soprintendenza e della Regione Siciliana all’acquisto del mosaico, perché risultava ancora di proprietà privata. Il manufatto venne restaurato ed ora si spera che possa ritornare a Carini. Per questo evento, l’amministrazione La Fata e la Curia Arcivescovile di Monreale hanno messo a disposizione il supporto economico e logistico, e i locali della Chiesa del Carmine.
(2) Dal 27 Settembre al 5 Ottobre del 1997 si tenne la mostra fotografica “ Sui sentieri dei nostri avi” inaugurata dal Sindaco Mannino, dalla Dott. Caterina Greco, organizzata e allestita dai soci di Archeoclub.
(3) La consegna dei lavori restaurati dalla D.ssa Ivana Mancino, si realizzò in data 16 Dicembre 2001 con una mostra nella Chiesa del Carmine, e in quella occasione si presentò un opuscolo illustrativo delle opere, sponsorizzato dalla Provincia Regionale di Palermo per l’interessamento diretto del Consigliere Provinciale Dr. Giuseppe D’Appolito.
Aggiornamenti:
(4)Il terreno destinato a ricerche archeologiche, oggi sotto l’attenta vigilanza della Sovrintendenza di Palermo con il suo funzionario di zona Dott.ssa Rosa Maria Cucco, affidato alla competente esperienza della Società cooperativa archeologica “Archeofficina”, sondato con scavi annuali sotto la direzione della Dott.ssa Emma Vitale dell’Universita di Palermo sta restituendo risultanze di valore storico importanti.
Il mosaico detto De Spuches, è tornato a Carini e a breve, sarà esposto perennemente nel Chiostro del ex Convento francescano di Sant’Antonino, in Corso Garibaldi.
Il sito adesso, sotto la tutela della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, esplorato con competenza e passione dalla Dott.ssa R.M. Carra, si rivela un luogo storicamente importantissimo.



Museo Civico, Aprile 2008
Esposizione Mosaico, 2024
Quanto scritto sopra, porta la data del 2008. Oggi 2024 con piacere si registra che molte iniziative auspicabili a quell’epoca sono state realizzate più o meno secondo i progetti del tempo, o stanno per essere realizzate.
Apprendiamo con piacere da una comunicazione via FB del Sindaco Prof. Giovì Monteleone che è in fase di allestimento e presentazione il collocamento museale a Sant’Antonino dell’importante mosaico cosiddetto De Spuches. Evento che arriva finalmente a compimento sommandosi ad altre realizzazioni come le campagne di scavo della catacomba paleocristiana di Villagrazia di Carini sotto la tutela della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e la cattedra di Archeologia Cristiana dell’Università di Palermo e gli scavi archeologici di Contrada Santo Nicola, sotto la tutela della Soprintendenza ai beni Culturali e Ambientali di Palermo affidati alla cooperativa Archeofficina di Palermo che porta avanti la promozione storica del nostro territorio.
E proprio per dovere di memoria desideriamo portare a conoscenza dei più giovani e non solo come, nel recente passato, l’Associazione Archeoclub di Carini si sia adoperata incessantemente per la conoscenza, la salvaguardia e la promozione delle nostre ricchezze storiche e monumentali costituendo nei fatti le basi di quanto adesso si realizza di rilievo internazionale.
Foto: http://web.tiscalinet.it/giovannagiambanco/archeoclub/archeo1.htm