Cari amici,
questa settimana condivido con voi una ipotesi da me avanzata e pubblicata il 16 giugno 2018 dal giornale web Siciliainformazioni che ancora una volta ringrazio.

Frank Dicksee, Romeo e Giulietta, 1844 Laura e Ludovico, immagine tratta dal web
A proposito di Michelangnolo Florio alias William Shakespeare
E se… GIULIETTA E ROMEO di William Shakespeare fosse stata ispirata dalla Storia della Baronessa di Carini?!
Avviso ai lettori: la storia vera o il racconto nel mito della Baronessa di Carini niente hanno a che vedere con i percorsi narrativi tracciati dai due sceneggiati televisivi della Rai. Della baronessa di Carini in quei film è stata raccontata, a tormentone, soltanto la morte violenta della donna nella ricostruzione cinquecentesca. Tutto il resto, ambientazioni ottocentesche e personaggi, sono fantasia pura. Un ottimo lavoro documentaristico sul tema, invece, è stato ben trattato dalla giornalista Valeria Castrucci sulla piattaforma Marco Polo di Sky.
Ipotesi di comparazione tra il mito della Baronessa di Carini ed il mito di Giulietta e Romeo.
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In punta di piedi e chiedendo scusa a coloro che fiumi d’inchiostro hanno versato per avvalorare l’origine inglese di William Shakespeare anch’io mi permetto, con umiltà, di affrontare l’argomento nel senso dell’altra ipotesi: quella affrontata dal Professore Santi Paladino nel 1925, il quale individua il Bardo nel Michelagnolo Florio, figlio del calvinista Giovanni e di Guglielmina Crollalanza, nato a Messina nel 1564.
Tutto nasce dalla comparazione che il Prof. Paladino fa tra le opere Tantu scrusciu pi nenti di Michelagnolo Florio, letterato, poeta e illustre studioso e Tanto rumore per nulla di William Shakespeare.
I due lavori, secondo il Prof. Paladino, sono, infatti, dello stesso autore. Tale ipotesi ha suscitato tante polemiche e alimentato due schieramenti tra chi la crede possibile e chi magari esagera nel negarla. Altri studiosi, quali il giornalista Martino Juvara, il letterato Lamberto Tassinari e per ultimo il romanziere Domenico Seminerio, hanno affrontato lo stesso argomento. Dell’interessante romanzo del Prof. Seminerio “Il Manoscritto di Shakespeare”, inoltre, anche la Rai, con il programma Vojager, si è interessata alla vicenda un paio d’anni fa.
(Per chi volesse approfondire l’argomento, basta collegarsi in rete, cercando: Michelagnolo Florio. Avrà di che sapere)
Appartenendo io, come già accennato, alla prima schiera dei possibilisti, in quanto non mi convince per nulla il fatto che un giovane semianalfabeta, figlio del guantaio, il quale mai aveva messo il naso fuori dalla provincia londinese, possa avere avuto la poetica e le infinite e dotte conoscenze del Bardo, mi permetto di lanciare un’altra ipotesi a supporto dell’ipotetica scoperta del Prof. Paladino.
Shakespeare alias Florio può essere studiato non solo per Tantu scrusciu pri nenti, ma anche per un altro suo lavoro, quello di Romeo e Giulietta.
Segnalo, sempre facendolo in punta di piedi che possa essere presa in considerazione, anche, l’ipotesi che lo Shakespeare-Florio, nel narrare la leggenda di Giulietta e Romeo, si sia ispirato alla vicenda della Baronessa di Carini. Quella leggendaria della giovanissima Caterina, uccisa dal padre perché innamorata del figlio di un suo rivale.
Preciso che la vicenda della Baronessa per secoli è stata tramandata nella versione mitica appena accennata e non in quella reale che racconta la storia di Laura Lanza, moglie di Vincenzo II La Grua barone di Carini e madre di otto figli, uccisa dal padre Cesara Lanza dietro vendetta ordita dal marito con il supporto di un frate confessore, suo cugino e consigliere.
Della prima versione, secondo me, Shakespeare-Florio potrebbe essere venuto a conoscenza traendo spunto per la costruzione della storia di Romeo e Giulietta. Questa mia considerazione è avvalorata da almeno due ragioni: primo, la tragedia carinese si è consumata il 4 Dicembre del 1563 e fin da subito la notizia del “casu” di Carini prese il volo per merito di un poema in vernacolo siciliano diffusosi per tutta Italia ed oltre, grazie ai cuntastorie. Secondo, perché rimane ipotizzabile il fatto che il Florio fosse imparentato per linea materna ai Lanza di Trabia, casato della baronessa e per la quale cosa, quindi, non poteva disconoscerne la vicenda.(1)
Ad arte, secondo me, il Bardo, cambia le cause delle morti tragiche dei suoi protagonisti per non accostarle troppo a quelle che hanno coinvolto la baronessa di Carini ed il suo amante, proprio per il divieto e conseguente depistaggio che le potenti famiglie interessate al caso avevano ordinato subito dopo la tragedia. A supporto possiamo pensare che l’autore del sublime poemetto contemporaneo ai fatti, rimase anonimo per le stesse proibizioni.
Un’altra comparazione può essere effettuata sulle varianti relative alle morti dei protagonisti di entrambe le storie. A prescindere dagli strumenti utilizzati, il veleno per gli amanti di Verona e armi per gli amanti di Carini, in entrambe le vicende un ruolo fondamentale, evidenziato e denunziato, è quello giocato dal frate confessore: per Giulietta e Romeo intervento involontario di fra Lorenzo, per la Baronessa di Carini, l’intervento volontario di frate Antonio del Bosco, lu “munacheddu ngratu, abile delatore di Cesare Lanza, su ordine di Vincenzo La Grua.
La storia vera di Laura Lanza baronessa di Carini uccisa dal padre il 4 Dicembre 1563 viene alla luce nella sua drammaticità reale nei primi anni del 1900, per merito assoluto del Prof. Salvatore Salomone Marino.
Questi, con un lavoro di ricerca durato quasi quarant’anni, nel 1914 pubblicò i suoi studi, avvalorati in seguito da studiosi quali la Prof.ssa Baviera Albanese, il Prof. Catalano, il Prof. Aurelio Rigoli e il Prof. Giuseppe Abbate smentendo la leggenda che per secoli era passata dalle bocche dei cuntastorie.
Cercherò, per chiarezza e fin quanto possibile, di comparare alcune situazioni e personaggi e stimolare qualche curiosità con la speranza che questa ipotesi possa essere studiata e approfondita da chi di dovere.
C. R.
Possibili comparazioni tra le due vicende
Romeo e Giulietta Laura e Ludovico
(I Montecchi contro i Capuleti) (I Lanza contro i Vernagallo) (1)
I dissapori tra le famiglie delle due vicende sono quelli che vengono evidenziati immediatamente e con forza.
Le decisioni irrevocabili dei genitori nel promettere in sposa le figlie a loro insaputa.
(Giulietta viene promessa sposa a Paride) (Laura viene promessa sposa a Vincenzo La Grua)
Il Contrasto tra padri e figlie
Gli amori proibiti.
Giulietta s’invaghisce di Romeo Laura s’innamora di Ludovico Vernagallo
(Sia Romeo che Ludovico, sono figli di famiglie rivali)
Le morti tragiche causate dagli interventi di frati
Per le morti di Giulietta e Romeo causa involontaria ma determinante è stato il progetto di frate Lorenzo.
Per le morti di Laura e Ludovico causa certa è stata la delazione carica d’accuse che Frate Antonio del Bosco, priore del convento del Carmelo di Carini e cugino di Vincenzo II La Grua, si precipita a fare a Don Cesare Lanza, padre della baronessa fedifraga. Il barone di Trabia, leso nell’onore e nell’orgoglio si portò nottetempo a Carini e uccise la figlia e il di lei amante.
La conoscenza della vicenda carinese
La conoscenza della vicenda carinese potrà essere arrivata alle orecchie di Michelagnolo Florio, figlio di una Crollalanza, anche per una probabile parentela tra i Crolla-Lanza di Messina e i Lanza di Castanèa e di Trabia. (2)
Di sicuro, come già accennato, Shakespeare avrebbe potuto sentire della terribile vicenda attraverso la narrazione affidata alle rime del poemetto di anonimo che i cuntastorie portarono in giro per tutta Italia ed oltre.
La ipotetica sovrapponibilità di alcuni personaggi
Il Principe di Verona con il Viceré di Sicilia del tempo, Fernando Gonzaga, di origine a mantovana.1(Romeo guarda caso, sarà esiliato a Mantova)
(La citazione di Mantova sarà una evocazione crittografica?)
Il Capuleto con Don Cesare Lanza, barone di Trabia
Il Montecchio con Don Alvaro Vernagallo, padre di Ludovico.
Donna Capuleto con Donna Lucrezia Caetani, moglie di Don Cesare Lanza.
Donna Montecchio con Donna Laurea, madre di Ludovico.
Giulietta con Laura Lanza
Romeo con Ludovico Vernagallo.
Paride con Vincenzo II La Grua (Tutti e due nipoti di regnanti) (3)
Frate Lorenzo con Frate Antonio del Bosco
Benvoglio con Mariano II Vernagallo (Cugino di Ludovico)
Curiosità
La metafora dell’allodola, viene usata da Shakespeare per bocca di Romeo:
Era l’allodola nunziatrice del giorno…(Scena V, Atto Terzo)
e dal poeta anonimo del poemetto scritto per la Baronessa di Carini:
…la lonira massara ziulìa e s’ausa lu suli a salutari.
(l’allodola mattiniera cantando s’alza a salutare il sole)
La citazione della Chiesa di S. Pietro
Guardacaso la chiesetta patronale della tenuta estiva della baronessa di Carini (Villa Belvedere) è intitolata a S. Pietro.
Il terremoto
Il terremoto menzionato nella tragedia di Giulietta quattordicenne, utilizzato per determinare l’età della stessa, potrebbe essere quello avvenuto in Sicilia orientale nel 1542 (non si conoscono notizie di terremoti avvenuti in Veneto in quei tempi).
Coincide invece, questa suddetta data, per determinare con qualche scarto minimo di tempo l’età adolescenziale anche di Laura la quale, nascendo nel 1529, nel 1542 anno del terremoto, ha appunto 13 anni e mesi.
NOTE
(1) Sulle cause della rivalità tra i Montecchi e i Capuleti Shakespeare-Florio non ci dà dettagli, probabilmente perché non conosceva le cause della rivalità tra i Lanza e i Vernagallo. Certezze sulla rivalità di queste due nobili famiglie palermitane non ce ne sono. Si può immaginare che tutto sia nato nel 1541 quando Cesare Lanza, barone di Trabia, venne accusato di essere stato il mandante dell’omicidio di Simone Lo Pisano, giurato di Termini e viciniore delle terre del Lanza. Essendo i Vernagallo pisani anch’essi ed accreditati alla corte vicereale di Palermo come rappresentanti della comunità pisana, poco avranno accettato la fine violenta del loro compaesano. Per la cronaca, Don Cesare, ricorse all’aiuto diretto di Carlo V il quale lo scagionò emettendo un privilegio da Ratisbona il 25 Marzo 1541.
(2) A Porticello, frazione di Bagheria, territori appartenenti all’ex baronia di Trabia, una via porta il toponimo di Via Crollalanza.
(3) Vincenzo II La Grua-Talamanca Tock e Manriquez, per linea materna, era nipote dei desposti d’Arta e d’Epiro.
Scrittorie che nel tempo hanno affrontato la vicenda della Baronessa di Carini e relativa bibliografia
Filippo Paruta (1552-1629) e N. Palmerino Diario della città di Palermo pubblicato da: Giacchino Di Marzo, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia”.Pa.1869
Vincenzo Auria (1625-1710) Notizie di successi vari nella città di Palermo. pubblicato da: Giacchino Di Marzo, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia”.Pa.1869
Marchese Maria Emanuele Gaetani di Villabianca (1720-1802) Opuscoli Palermitani Biblioteca Comunale di Palermo.
Giovanni D’Ondes Reggio, Roberto, il barone siciliano. Romanzo storico, 1838
Lionardo Vigo, Canti popolari siciliani, 1857
SAL.VATORE SALOMONE MARINO, La Baronessa di Carini, 1867, 1870, 1873, 1914.
Giuseppe Pitrè, Canti popolari siciliani. 1891 (Perplessità di Pitrè e litigio con Salomone Marino)
Il musicista Stefano Gentile, Vasari ti vurria…1904
Francesco Paolo Mulè, La Baronessa di Carini, 1912.Musica di Giuseppe Mulè.
P.Barcellona-Passalacqua, Le Tre Hyccari, 1901 Palermo
Luigi Galante, Un poemetto Siciliano del 500, La Baronessa di Carini,
P. Buffa-Armetta, Carini, note storiche,1925
Federico De Maria, La Baronessa di Carini, 1943
Giuseppe Cocchiara, Storia degli studi, delle tradizioni popolari in Italia, 1947
Antonino Pagliaro, La Baronessa di Carini, stile e struttura,1956
Vann’Antò (Giovanni Antonio Di Giacomo), La Baronessa di Carini, 1958
Giuseppe Collurafici, Le tre Iccari, 1958
Adelaide Baviera Albanese, La Storia vera del caso della baronessa di Carini, 1964
Giuseppe Maria Abbate, Altre rivelazioni documentarie sul caso della Baronessa di Carini,1978
Giuseppe Maria Abbate, Carini, nella storia di Sicilia, 1982
Aurelio Rigoli, La Baronessa di Carini, 1984
Ciccio Randazzo, Laura e Ludovico, storia di un amore proibito.
M.G. Di Giovanni, Il Caso della baronessa di Carini, 1992
Michele La Tona, La vera storia della Baronessa di Carini,1997