Il Teatro accompagna la storia dell’uomo fin dalle sue origini, interessando sistematicamente le diverse culture.
Oggi faccio capolino nel “giardino della mia passione”: il teatro.

Il Teatro a Carini
(Strutture e compagnie)
Il teatro a Carini avrà avuto sicuramente il suo spazio anche nei tempi passati, in quanto legato, come abbiamo già detto, alla storia dell’uomo.
Il nostro territorio infatti, ricco di immense risorse naturali ed umane, da sempre vissuto da comunità numerose e assai evolute, ha ricevuto dalle stesse comunità, presenze umane ed edificazioni strutturali, riconducibili alle ritualità teatrali sia religiose che laiche.
Già nel periodo sicano-greco come ci fanno sapere tanti storici antichi quali Palemone, Pausania, Diodoro Siculo ed altri, nel nostro territorio insisteva una città di importanza rilevante nominata Hykkara costruita secondo la leggenda da Dedalo, famoso architetto ateniese. A questa città in seguito fu data maggiore notorietà dal fatto che diede i natali alla bellissima etèra Laide, considerata la incarnazione terrena di Venere.
Quando Hykkara venne distrutta da Nicia nel 415 a.C. Laide, ancora fanciulla, fu fatta prigioniera assieme ad altre ottomila persone e venduta come schiava al mercato di Catania. Conosciamo da ciò, quanta numerosa fosse la popolazione della città e del territorio. E’ naturale quindi immaginare che tra le tante attività che la popolazione del tempo naturalmente svolgesse, non potevano mancare le cerimonie rituali che celebrati nei Templi Sacri e nei Teatri.
Per essere certi di tale ipotesi, dovremo aspettare soltanto che qualcuno un giorno, si decida ad iniziare seri scavi archeologici nel sito di Santo Nicola e poter portare in evidenza le strutture antiche rimaste, ivi compreso un anfiteatro o teatro che sia.
Quanto già scritto può sembrare una considerazione quantomeno esagerata; ma noi che crediamo nella potenzialità degli archetipi culturali, trasmettitori nel tempo, di indicazioni e segni, ci permettiamo di azzardare ipotesi.
E se questa comunità si esprime ancora oggi, con tanta teatralità naturale, e propone come ha fatto in tanti secoli, individualità e aggregazioni che parlano di poesia e di teatro, indubbiamente da qualche parte avranno attinto questa arricchente linfa artistica.
Come sappiamo il teatro ebbe vastissima divulgazione nel periodo greco e romano.
Dopo il nulla, durato dieci secoli circa. Finalmente nel medioevo cominciarono a nascere forme recitative riconducibili alle Sacre Rappresentazioni. Il mondo monastico, soprattutto, iniziò a diffondere e realizzare teatralizzazioni che si svolgevano per le vie delle città a supporto e divulgazione di una catechesi che arrivasse facilmente al popolo, ancora molto analfabetizzato. Ma per assistere ad una rinascenza teatrale, in memoria della teatralità greco-romana, bisogna arrivare al primo rinascimento. Le corti aprirono i loro saloni alle compagnie di giro. Nuovi seguaci di Tespi che con carri attrezzati, sotto la direzione artistica di un capocomico, spesso autore dei lavori proposti, recitavano per poco compenso davanti ad una nobiltà che nulla si faceva mancare. E così nel medioevo e nel rinascimento, anche il castello di Carini con il suo magnifico salone delle feste, è stato utilizzato a tale scopo per la goduria dei nobili committenti La Grua e dei loro invitati.
Ma anche il popolo vuole la sua parte. Venne utilizzato, così, lo spazio antistante il tocco di San Vito, non solo come tribunale del popolo (1), ma anche, come spazio teatrale per rappresentare le famose vastasate o dare voce ai cuntastorie che si esibivano per un pubblico popolare sempre più attento e desideroso di nuove conoscenze. Tutto ciò fino al XVIII secolo. In seguito la comunità carinese sentì l’esigenza di munirsi di una struttura teatrale permanente per poter far teatro, supporto esistenziale primario di cultura nello svago.(2)
Così già dai primi anni del XIX secolo Carini, come abbiamo già detto, ebbe un suo teatro comunale. Una delibera del 1837 fa riferimento ad un incarico di sorveglianza notturna per il teatro sito in Via Passo D’Acqua (ex-cinema Italia nell’attuale Via Rosolino Pilo). Altre delibere comunali decisero acquisti di sedie, riparazioni strutturali, incarichi ad amministratori etc.
In una delibera del 29 Ottobre del 1869 però, si fa richiesta di trasferimento del teatro nei locali del convento di S. Domenico perché quello di via Rosolino Pilo è considerato ristretto per la popolazione, malconcio ed indecente. Richiesta che evidenzia l’interesse della collettività al discorso teatrale. Nella seduta amministrativa del 15 Gennaio 1919 però, forse a causa dei disagi economici arrecati dalla prima guerra mondiale e per la quale ragione si erano svuotate anche le casse comunali, si decise di vendere alcuni immobili, tra cui il teatro e la ex chiesa dell’Immacolatella
Da quel momento pur non avendo una struttura fissa ed idonea lo spirito del teatro ha sempre aleggiato nell’animo del popolo carinese. Con il supporto delle parrocchie che per mezzo secolo e più hanno messo a disposizione della collettività i loro spazi utili, con la passione di tanti attori e registi amatoriali e non, il mondo teatrale carinese, ha partorito tante compagnie, restituendo alla collettività grandi momenti di sana aggregazione.
In questo lavoro cercheremo di evidenziare con immagini e commenti la vita teatrale delle compagnie locali e dei loro protagonisti.
(1) G. Buffa Armetta, Carini, note storiche, Palermo 1925 pag.137
(2). Teniamo presente che la nostra comunità tra il settecento e l’ottocento ha dato una moltitudine di eruditi come poeti (Matteo di Bella, Lorenzo Bua, Paolo Gambino,Don Antonio Sansone, Piddu Tufanio, Francesco Ajello, Giovanni Carollo, Luigi Sarmento ); scienziati (Giuseppe Lo Cicero, Giacomo Romeo, Pasquale Calapso); filosofi (P. G.Battista Pagano, S Lo Grasso); medici (Andrea Gallina, Matteo Costantino); teologi ( vescovo Matteo Orlando, P. Pietro Randazzo); storici (Luigi Terranova, Pietro Barcellona, Giuseppe Buffa Armettta, Carlo Cicala ) ed anche beati (Suor Caterina Alias, Sac. Domenico Giglio, Suor Vittoria Marcianò),che alimentavano un humus culturale di levatura europea.
Le compagnie teatrali di Carini nel ‘900.
Prima degli anni sessanta in verità non esistevano compagnie vere e proprie. Si ha memoria, soltanto, di spettacoli teatrali organizzati in Parrocchie sotto la direzione artistica di sacerdoti o registi improvvisati.
Le prime compagnie costituite legalmente a Carini nel XX secolo furono:
La Compagnia del Teatro Centro Studentesco Carinese nella quale tantissimi giovani (studenti e studentesse) a partire dai primi anni sessanta si cimentarono a calcare le scene spinti da un nobile scopo, quello di devolvere il ricavato degli spettacoli in beneficenza. Fu occasione, anche, per mettere in risalto alcune individualità che per bravura e passione, accompagnarono la teatralità carinese per tantissimi anni.
I lavori messi in scena dal 1963 al 1968 furono: Le Tentazioni dell’uomo, La Balia di Ninì, U Siggiaru, Le Malelingue, L’arte di Giufà, I Civitoti in Pretura, La Giara, Don Peppinello, Il Muro di Silenzio, la Patente, L’Ispezione.
Alcuni protagonisti di questa esperienza vanno menzionati per dovere di cronaca e per esprimere loro un ringraziamento su come hanno saputo donare momenti di allegria e di sana aggregazione, componenti indispensabili per una crescita individuale e collettiva: Totuccio Ajello, Piera Giambanco, Rosaria Passalacqua, Enza Bubbeo, Roberto Mangalaviti, Vito Amato, Giusy Cracchiolo, Anna Cracchiolo, Carlo Amato, Anna Lombardo, Angela Buffa, Mario Passalacqua, Enzo Monterosso, Pippo Buffa, Pino Leone, Pino Costanzo, Franco Cusumano, Ciccio Randazzo.(1)
Per ritornare alla cronaca. Finita l’arricchente esperienza del Centro Studentesco Carinese, durata fino al 1968, alcuni appassionati di teatro già menzionati costituirono nel 1975 una compagnia che chiamarono appunto:
Teatro 75.
Soci fondatori furono: Pippo De Luca, Pietro Amato, Pia Evola, Roberto Mangalaviti, Pippo Di Gregoli, Filippo Mannino, altri. Collaborazioni importanti furono date da Totuccio Ajello, Vincenzo Armetta, Pietro Sgroi e Ciccio Randazzo.
I lavori prodotti dal Teatro 75 furono: I due Signori della Signora, Fiat Voluntas Dei, U curtigghiu di li raunisi, Don Peppinello.
Il 6 Febbraio 1980, dai “resti” del Teatro 75, veniva costituito:
il Teatro popolare carinese i cui soci fondatori furono: Toti Giambanco, Rossella Buzzetta, Franco Cusumano, Matteo Cavoli, Pina Cracchiolo, Vito Amato, Piera Giambanco, Pino Buffa, Ciccio Randazzo, Enzo Cavoli, Angelo Di Stefano, Totuccio Ajello, Katia Barbagallo, Teresa Randazzo, Vito Pacella, Vito Ajello. Collaborazioni discontinue ma significative si ebbero da Giulia Mannino, Pino Amato, Bruna Cracchiolo.
Nella stessa serata di costituzione della compagnia, così come attesta il primo verbale che pubblichiamo, si decise di mettere in scena al più presto il lavoro brillante di G. Magrì “Fiat Voluntas Dei” . Lavoro che vide la luce nel salone Pio XII di Via Marconi a Carini il 12 Aprile 1980 con altre tre repliche eseguite il 13, il 19 e il 20 Aprile. La commedia fu poi replicata il 14 e il 16 Agosto dello stesso anno, nello scenario incantevole di Villa Belvedere.
Ma questa formazione societaria iniziale, non ebbe lunga durata. Il noto dualismo carinese, sempre presente nelle cose nostrane ebbe il sopravvento. Per motivi di scelte editoriali, per differenti vedute di allestimenti teatrali, per qualche incompatibilità caratteriale, il gruppo si scisse. Alcuni, capitanati da Franco Cusumano, tennero il nome della compagnia e si trasferirono nella sala parrocchiale dei Cappuccini, continuando con successo il loro percorso teatrale basato prevalentemente sulla realizzazione di opere comiche scritte anche dallo stesso Cusumano. Altri seguirono Ciccio Randazzo, costituendo la compagnia del: “ Teatro Stabile Città di Carini” , rimanendo nel salone Pio XII.
Il “Teatro Stabile Città di Carini” sotto la presidenza di Mario Solina, raggiunse traguardi significativi per la qualità e la quantità di lavori prodotti negli anni. La compagnia costituita da Mario Solina, Roberto Mangalaviti, Piera Giambanco, Giusy Cracchiolo, Ciccio Randazzo, (soci fondatori) si espresse in tracciati teatrali che comprendevano la sperimentazione, il cabaret, la commedia, il musical , accompagnati da ragazzi di valore quali Pino Buffa, Vito Pacella, Santina Passalacqua, Teresa Randazzo, Antonio e Angelo Di stefano e attingendo anche a collaborazioni di prestigio come quelle di Sarah Fabiani, Cecilia Cassarà, Lia Saputo, Vicè Bua, Lia Foti, Peppuccio Pecoraro.
I lavori messi in scena dal “Teatro Stabile città di Carini” furono: Acquarelli e U Jornu du riposu di T. Musumeci, U contra e I Civitoti in pretura di Martoglioper la Regia di R. Mangalaviti; A Travatura di Meschis per la regia dell’autore; I Trogloditi di Masol, Roghi del Luna Park, Il giardino dei Limoni, Lu Prituri e la so amanti, Per Varsavia e per Palermo di Mario Solina, diretti dallo stesso autore.
Intanto due nuove compagnie si erano formate a Carini : Quelli dei Cappuccini diretta da Giovanni Mancuso, derivata dalla chiusura del Teatro popolare Carinese e la compagnia dell’ associazione culturale Afoca sotto la direzione di Rosolino Randazzo con Peppuccio Pecoraro, Cecilia e Pino Mannino, Antonio Di Stefano, altri.
Per anni, come abbiamo evidenziato, c’è stato tanto teatro, animato da una sana competizione che ha restituito, in ogni caso, continuità emozionali e artistiche alla collettività.
C.R. (2012)
(1) Quest’ultimo ha continuato un percorso teatrale professionale, affacciandosi anche al mondo cinematografico con qualche piccola ma significativa partecipazione sotto la regia di maestri quali F. Kramer per il film:” Indiobleak sai che ti dico?…sei un gran figlio di”…con Jul Brinner; Gianni Amelio per il film: “Porte Aperte” con Gian Maria Volontè; Roberto Faenza per il film “ Alla Luce del Sole”conLuca Zingaretti; Pasquale Scimeca per il film “ Giosuè l’ebreo”. E’ stato inoltre protagonista di un cortometraggio scritto e diretto da Roberto Damiata, dal titolo : Il Raggio dei sogni. Lavoro che ha ottenuto gratificanti riconoscimenti in vari festival cinematografici italiani e stranieri. Attualmente fa parte del cast artistico della fiction Rai Agrodolce.Ha sostenuto un significativo ruolo nella fiction Rai”Il Giovane Montalbano”